Omtai

Indiana Jones e il Tesoro dei Templari

Dicembre (III)

Passata la notte nel piccolo accampamento, i Nostri sono costretti a nascondersi nella giungla poco distante a causa del ritorno dei selvaggi in gran numero, ma trovano l'appoggio degli uomini di Mokylath che hanno marciato tutta la notte dopo aver visto il falò di segnalazione. La battaglia si accende nella macchia e sul sentiero che passa in mezzo alle colline, ma mentre i mercenari tengono occupati e falciano a decine i selvaggi, molto più agguerriti e aggressivi del giorno prima, Mokylath e Liliph si staccano dallo scontro insieme a Orik, Fling, Bif e Onoub per esplorare la vallata poco distante dove era stata vista l'enorme piramide di pietra.

Passata una nottata assediati da strani animali, ibridi e specie sconosciute (cinghiali in miniatura, lumache viola da corsa…), la mattina dopo il gruppo si inoltra nel corridoio che si apre nel cuore della ziggurat, scendendo subito per una scalinata. Stanza circolare con tre porte, sopra ciascuna inciso un bassorilievo: a sinistra l'occhio, al centro l'albero, a destra la piuma. I Nostri vanno dritti, e dopo un altro corridoio giungono ad una stanza rettangolare con fessure alle pareti ogni metro e mezzo, il contorno (sempre una fessura) di una porta nella parete in fondo e tre piedistalli al centro della stanza con tre oggetti sopra: un capello dorato, una foglia di rame e un artiglio d'acciaio.

Letta l'iscrizione sulla parete in fondo, che dice in elfico più o meno "L'aquila che protegge il tesoro", i nostri Eroi decidono di prendere l'artiglio sostituendolo subito con un pezzo di corda di uguale peso, ma la trappola scatta ugualmente: le fessure rivelano un vano ogni metro e mezzo, e dalle 8 cripte che si spalancano escono altrettante mummie, più una gigantesca dalla cripta in fondo! La battaglia si accende subito, e mentre Onoub intimorisce alcuni dei non morti e Mokylath gli getta contro del fuoco liquido, Orik si fa lanciare l'artiglio:  ha visto infatti nella porta che si è chiusa alle loro spalle una sorta di serratura proprio di quella forma!

L'artiglio cade ai piedi di una mummia, Orik combatte nel tentativo di raccoglierla, tutti si ritirano verso il fondo della stanza mentre la mummia gigante si avvicina inesorabilmente…quando finalmente Fling riesce agilmente, nonostante le ferite causate dalle mummie, a recuperare il prezioso oggetto e ad aprire la porta. Tutti fuggono, altro fuoco viene sparso nel corridoio per rallentare gli inseguitori e si ritorna alla stanza principale.

Questa volta, memori anche dell'iscrizione letta prima, Orik e Fling optano per la stanza della piuma; dietro la pesante porta di pietra si snoda un lunghissimo corridoio: alle pareti e sul soffitto stanno innumerevoli specchi, e ben presto, pur rimanendo presenti a loro stessi, gli avventurieri perdono la concezione del tempo. Dopo quelle che potrebbero essere un paio d'ore, arrivano in fondo al corridoio, ancora inquieti per le visioni o quello che hanno creduto di vedere…

Dopo l'ennesima porta il gruppo arriva ad un grande salone vuoto, pavimentato a grandi mattonelle quadrate. Una rapida analisi rivela a Fling che la stanza è costellata di trappole, e subito ne percepisce 4 a breve distanza. Purtroppo però disinnescarle tutte o evitarle sarebbe una tattica troppo dispendiosa in termini di tempo, e Orik decide di provare un approccio più…ignorante: appoggia lo zaino davanti a sé per far scattare eventuali trappole o assicurarsi che non ce ne siano. Il risultato abbastanza prevedibile si rivela nel seguente ordine: frecce dalle pareti, polvere velenosa dal soffitto, getto d'acido in linea retta dal fondo della stanza che causa lo spostarsi di tutti dalla fila di mattonelle e l'attivazione a catena di altre trappole, poi una molla magica che catapulta Fling sul soffitto, l'apertura di due scomparti segreti nelle pareti da cui arrivano, sempre più vicini, versi inquietanti e voci strane, e la caduta di uno dei due battenti del portone in fondo.

Lo scatto finale di tutti è d'obbligo, mentre la stanza intera trema e viene invasa da piccoli essere dalle voci quasi umane fatti di luce, globi bianchi che aleggiano a mezz'aria, piuttosto simili a fuochi fatui; individuati però i fuggitivi, gli esseri attaccano in massa, tenuti a bada da Onoub e Liliph, che però soccombe al gran numero dei nemici che si accalcano su di lei soffocandone subito le grida di aiuto.

Il gruppo prosegue rapidamente chiudendosi alle spalle la stanza e correndo per un lungo corridoio, per arrivare poi ad un montacarichi di legno e subito dopo ad uno stanzone semivuoto: arazzi consunti alle pareti, coppe, casse e scrigni stanno in terra, traboccanti di polvere, ragnatele e qualche prezioso; monete di rame e d'argento sono sparse a terra, mentre casse, barili, cofanetti e quant'altro sono ormai vuoti…

La costernazione alberga negli occhi di tutti, e per lunghi minuti gli avventurieri si aggirano per la stanza cercando qualcosa di prezioso o un altro passaggio segreto, un'altra strada per arrivare davveroal tesoro… Orik si sfoga su un Mokylath inerme e sconsolato, mentre Fling continua a cercare, trovando un grande specchio con altre rune e glifi alfici.

Orik riesce a decifrare solo la parola "argento", ma col passare delle ore, continuando nelle ricerche, arriva a "capire" una sconclusionata serie di parole riguardo ad un' "aquila d'argento". Mokylath si illumina, e subito dopo anche Onoub: l'Aquila d'Argento era la prima spedizione che secoli prima aveva esplorato l'isola! La famigerata nave pirata che per centinaia di anni aveva martoriato le coste di tutto il continente, e che si tramandava di capitano in capitano ingigantendo sempre di più la propria fama, era stata la prima a scoprire la leggenda, forse addirittura a crearla, e…

Le ricerche continuano, febbrili, fino a che Orik non trova un altorilievo nella parete in fondo: un medaglione con una fessura nel centro, in cui entra perfettamente l'artiglio che ancora portano con loro…il guerriero lo inserisce trattenendo il fiato, gira il medaglione e la parete si apre rivelando un passaggio segreto…e un lungo corridoio scavato nella roccia, sempre più umido e profondo, li conduce ad un lago sotterraneo nelle cui acque galleggia placidamente, ormeggiata alle rocce circostanti, l'Aquila d'Argento, carica di innumerevoli tesori!

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f_moro96

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